Introduzione

Nelle periferie urbane e nei villaggi agricoli dei paesi del Sud del mondo i bambini e gli adulti costruiscono giocattoli utilizzando i prodotti tradizionalmente presenti nell’ambiente: foglie, semi, legno ecc. A questi, però, si sono aggiunti negli ultimi decenni materiali nuovi, il più delle volte reperibili nei bidoni della spazzatura (se non addirittura nelle discariche): lattine di alluminio, bombolette spray, plastica, gomma, barattoli di latta e di vetro, scatole di latte in polvere, ecc. Questo vuol dire che c’è una gamma più ampia di materiali da scegliere.

Spesso i ragazzi si organizzano in gruppo e fabbricano giocattoli veramente belli, a proprio uso e consumo, oppure per rivenderli ai turisti che, come è noto, hanno sempre qualche soldino in più da spendere.

I giocattoli da sempre hanno accompagnato i bambini nelle loro prime scoperte del mondo, nella loro crescita e nello sviluppo delle proprie capacità. Nei Paesi industrializzati il giocattolo da tempi remoti ha assunto un ruolo gestito sempre di più dai mass media e dalle forze pubblicitarie, dove spesso un mostriciattolo o un gioiello della robotica si sostituisce alla pura e semplice creatività del bambino. Il bambino cioè gioca con qualcosa che altri hanno costruito per lui, programmando così, in modo subliminale anche la loro vita futura.

Avere a disposizione i propri genitori per costruire assieme un gioco, spesso per i bambini in una società consumistica è un sogno, il confrontarsi con altri della stessa età su qualcosa  che è una verifica delle proprie capacità si riduce al bello e al brutto, all’elettronico o ai mostri cattivi che hanno deciso di invadere il mondo. Un mondo dove i bambini non sono uguali, pur avendo lo stesso diritto alla vita e al gioco, un mondo che considera "poveri" chi non può permettersi un "investimento" industriale, perfino nel gioco. Il gioco è la vita stessa del bambino, una prova generale della verifica della sua capacità creativa nel conoscere il mondo attraverso i suoi "componenti base" che, non appartengono certo ad una imposizione da parte di ricchi imprenditori ludici.

Spesso nel Sud del mondo si vedono cataste di legno che camminano e alla fine si scopre che a trasportarle è un bambino di sei anni che come premio non avrà certo una playstation. Capire i giochi dei bambini del Sud del mondo significa arricchire la propria concezione di vita di una grande sensibilità umana e cristiana, al di fuori di un futuro tutto globalizzato da persone insensibili.

Indice

Introduzione

pag. 1

1.1 Atelier a cielo aperto

pag. 3

1.2 Viaggio intorno al mondo

pag. 4

1.3 Gli attrezzi

pag. 13

1.4 I materiali

pag. 13

Bibliografia

pag. 20